Si è tenuta la rievocazione dello Sciopero della Mortadella a Castelnuovo dei Sabbioni (Cavriglia). Dieci giorni di sciopero per mezzo etto di mortadella. Fra i minatori del Valdarno che estraevano dal sottosuolo la lignite ve ne erano alcuni emiliani, soliti mangiare panini farciti di Mortadella Bologna, salume del tutto sconosciuto agli operai locali, ai quali era concesso solo il pane privo di companatico.
Era il 1° febbraio del 1947 e i minatori – tutti ex contadini – radunatisi nel Circolo di Castelnuovo dei Sabbioni, frazione del comune di Cavriglia, stilarono i punti del rinnovo del contratto. Chiedevano un aumento del salario, varie agevolazioni, forme di tutela, in quanto costretti a vivere a 150 metri sottoterra. Richieste che avrebbero migliorato il loro modo di lavorare, quindi il loro “essere”. Ma tra queste, una era speciale, derivata dal confronto con i colleghi dell’Emilia, e che puntava a quello che potremmo definire il loro “benessere”: volevano mezz’etto di Mortadella Bologna a pranzo. Inizialmente furono accontentati su tutti i punti tranne che su quello relativo alla mortadella. I minatori non si arresero e per altri dieci giorni le miniere furono bloccate, fino a quando non la spuntarono. Arrivò la tanta sospirata Mortadella Bologna: era il 27 febbraio dello stesso anno.
Una manifestazione molto coivolgente.










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