domenica 7 settembre 2014

70° anniversario della liberazione di Prato

l 6 settembre è un giorno che tutti i vecchi pratesi ricorderanno; questo giorno ricorre infatti quando Pratofu liberata dall’occupazione nazista.
Come ogni città vuole, anche Prato ha organizzato una giornata a tema; un programma ricco di eventi che si è concluso a Figline, noto paese dell’hinterland pratese in quanto, qui, furono trucidate 29 persone, ove ora sorge il .
Già la sera precedente 5 partigiani raccontavano la loro esperienza in Piazza della Resistenza a Figline di Prato, richiamando molte persone ad ascoltarlo; una relazione molto cruda vissuta sulla loro pelle.
La “sveglia” delle celebrazioni è iniziata in Piazza del Comune con l’alzabandiera alle 8.30, per proseguire con l’inaugurazione di una lapide in memoria dei caduti nel 70° anniversario; una messa è stata celebrata successivamente in cattedrale, per poi partire il corteo fino in Piazza delle Carceri dove è stata deposta la corona d’alloro al monumento dei caduti di Piazza dlle Carceri, il più importante della città.
Durante la giornata i rappresentanti comunali e dell’ANPI hanno effettuato un giro per le varie frazioni di Prato, ove vi è un monumeto ai caduti, per deporvi una corona (Iolo, Cafaggio etc).
Per voi ho seguito l’evento più spettacolare e toccante di questa giornata.
Una folta folla di autorità e persone comuni sono partiti, in marcia da Via VIII Marzo, in zona Villa Fiorita, e, a piedi, hanno raggiunto Figline; tra i partecipanti tutti i comuni della provincia di Prato, ma anche altri comuni.
Tra i gonfaloni erano presenti Lastra a SignaSesto FiorentinoMontale etc in Toscana, altri comuni italiani, e dall’estero Ebensee (Germania), Sarajevo (Serbia) etc ; nel corteo vi erano anche molti gruppi di resistenza oltre ai figuranti comunali ed i sindaci.
La cerimonia ha avuto inizio presso il monumento dei caduti, ove, ai piedi di esso, è stata deposta la corona d’alloro in presenza del sindaco di Prato e del presidente della provincia di Prato, tutto questo accompagnato dalla Banda musicale Giacomo Puccini di Galciana.
A seguire la fiumana di gente si è spostata in Piazza della Resistenza ove si è tenuto il comizio da parte del presidente dell’Anpi e del sindaco di Prato (Matteo Biffoni).
Parole molto toccanti hanno coinvolto la piazza, in secial modo nel momento del ricordo.
A termina, presso il circolo del paese, si è tenuto il brindisi della liberazione dove tutti i partecipanti potevano prenderne parte.
Seguono le immagini della commemorazione figlinese.
(marcia, deposizione della corona d’alloro, comizio in piazza e brindisi finale).
 
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giovedì 4 settembre 2014

Ritornano i figli dei fiori

Prato si trasformerà per 11 giorni in Woodstock! Non è una corbelleria, ma la pura verità!
Un appuntamento che richiamerà sicuramente tutti gli amanti degli Anni ’70, ma anche i giovani cresciuti con i gruppi musicali di quel periodo. Nei giardini di Piazza Mercatale vi sono stand a tema, Hare Krishna intenti a suonare, lettori della mano e di carte, suonatori di chitarra, tutti vestiti con abiti supercolorati e tiare fiorite.
Non è da escludere la presenza di qualche vettura di quel periodo!
Sul palco, si potrà ascoltare musica di quell’epoca, nonché praticare discipline di contemplazione.
Chiunque potrà, vestito a tema, recarsi sul prato con una chitarra e suonare.
Un evento che sicuramente richiamerà moltissimi toscani, ma non si esclude la presenza di persone di altre regioni e stranieri.
Seguono le immagini del primo giorno.
 
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Taglio del nastro per il “Settembre pratese”

Mercoledì 3 settembre è iniziato il Settembre pratese, che tiene nel suo cappello magico moltissimi eventi; è proprio dal cilindro, che si è aperto col botto grazie allo spettacolo di Enrico Brignano dal titolo “Evolushow”.
Nell’Arena di Piazza Mercatale a Prato, le sorprese non mancheranno anche nei giorni futuri.
Si potrà assistere ad uno show di ballerini di latino americano, sfilate e concerti di vario tipo, il Neverland party giovani, una mostra canina a livello internazionale ed anche un concerto di beneficenza per curare Niccolò, il bambino malato di Poggio a Caiano.
Le vere esplosioni di questa manifestazione saranno l’8 settembre con il Corteggio storico per le vie del centro, ove sfileranno oltre 600 figuranti; il concerto della Camerata strumentale Città di Prato (7 settembre) e quello del Francesco Citera Quartet (8 settembre dopo il corteggio), entrambi in Piazza Duomo; il 10 settembre avrà luogo lo spettacolo, sempre nell’arena di Piazza Mercatale, di Giorgio Panariello, pratese d’adozione, col suo show intitolato “Panariello e Basta 2.0″.
Piazza Mercatale ospita anche tantissime bancarelle e stands, che propongono prodotti di vario tipo, specialmente alimentare; qui sarà possibile tuffarsi nella cucina siciliana, napoletana, etc. ma anche assaggiare prodotti del territorio come le buonissime e golosissime Pesche di Prato (due palle di marzapane con crema imbevute in alkermes).
Seguono le immagini degli stand.
Nella foto 5, le Pesche di Prato.
 
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Presentazione del programma di FAREARTE e del volume “Pratolino. Il sogno alchilico di Francesco I de’Medici”

Giovedì 4 settembre, la sala consiliare di Palazzo Banci Buonamici, anche sede della provincia di Prato, ha ospitato una presentazione del programma da settembre a dicembre dell’associazione culturaleFarearte con sede in Palazzo Vai, sempre nella città di Malaparte.
Un programma ricco di visite sia nella città stessa, che in altre città italiane; ognuna di queste esplorazioni propone luoghi difficilmente accessibili al pubblico.
L’associazione propone gite a Montecatini Terme (PT) per la visita dei luoghi più belli e sconosciuti delle terme; Cerveteri. l’antica Cere, ricca di siti etruschi; San Galgano e i suoi dintorni, nel comune di Chiusdino (SI) con visita dell’abbazia mai finita e l’ Eremo di Montesiepi ove vi è una spada conficcata in una roccia e Perugia. Non mancheranno visite ai musei come la mostra su Modigliani a Pisa o la collezione direttamente proveniente dal Vicenza intitolata Capolavori che si incontrano che si svolgerà da ottobre all'interno del Museo di palazzo Pretorio a Prato; un'altra immersione nella storia si avrà con la visita del  Museo storico della linea gotica di Montemurlo.
In programma anche la visita alla splendida Certosa di Firenze presso Galluzzo di Firenze.
Rossella Foggi, che ha presentato il programma di Farearte, ha poi passato la parola a Marco Colangelo che ha fatto una specie di prefazione sulla presentazione del libro scritto e poi illustrato dalla scrittrice Costanza Riva; “Pratolino. Il sogno alchilico di Francesco I de’Medici” questo il titolo.
Un volume che narra la storia traumatica di questa villa alle porte di Firenze, ma nel comune di Vaglia, edificata ai piedi dell’appennino; adesso la villa non c’è più, anche se la paggeria ha preso il nome di Villa Demidoff.
Una villa circondata da un bellissimo parco ove si trova anche la cappella del Buontalenti, l’esecutore di questa opera.
Seguono le foto dell’evento.
Foto 2 – Rossella Foggi e Sandra Giagnoni (Farearte)
Foto 8 – Marco Colangelo
Foto 9 – Costanza Riva (l’autrice del volume sulla villa di Pratolino).
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martedì 2 settembre 2014

La rocca dei Carolingi

Chiunque percorra la SS 325 provenendo sia da Prato che da Castiglione dei Pepoli, non potrà fare a meno di notare un grande complesso appena superata Sasseta nel comune di Vernio; questo grande complesso non è altro che il castello di Vernio e sorge sul Poggio Mezzana.
Per chi ne avesse voglia e forza, la strada più bella per raggiungerlo è parcheggiare a San Quirico, imboccare via del Borgo da dove si inerpica uno stradello medioevale che conduce alla porta d’accesso ed un tabernacolo; altra via si trova a Cafaggio a Sasseta ed è asfaltata, anche se trovare un parcheggio non è così semplice.
Sorge su un cucuzzolo da dove è possibile ottenere una splendida vista sul capoluogo comunale e sulle montagne che lo circondano.
Molti considerano la rocca nel Palazzo Comitale anche se la vera rocca è visibile qualche metro sopra Villa Gualtieri (foto 7).
Un pò di storia
Proprietà dei Carolingi e poi degli Alberti, che possedevano il castello di Mangona (ora non più riconoscibile) nel comune di Barberino di Mugello, esso è composto dal Palazzo capitale, dalla Cappella di Sant’Agata, dalla Villa Gualtieri e dalle abitazioni dei lavoranti al castello.
Il passaggio avvenne dopo nozze tra Cecilia, vedova dell’ultimo dei Carolingi, e Bernardi Tancredi, della famiglia degli Alberti.
Nel 1155 si ha la residenza di Tancredi da Prato a Vernio.
nel 1332 venne venduto, insieme a quelli di Cerbaia ai provveditori di Piero di Totto dei Bardi; l’acquisto di questo castello e di quello di Mangona, acquistato dal fratello Piero, non fu visto bene dai fiorentini che nel 1340 conquistò Vernio, facendolo smantellare; fu riconquistato due anni dopo dalla famiglia Bardi che riottennero la contea.
Fino al seicento la sede amministrativa era collocata proprio in questo castello, per poi essere trasferita a San Quirico nell’attuale Casone de’Bardi (ora municipio verniatto).
Il feudo fu abolito nel 1797 dopo l’occupazione francese; nel 1814 Vernio fu annesso al Granducato di Toscana.
Oltre alla demolizione avvenuta per ferro e fuoco dei fiorentini, la struttura castellare ebbe una nuova invasione con saccheggi ad opera di esercito armato per conto di Sisto IV; i maggiori danni si ebbero però, non per mano di altri eserciti, ma grazie ad un incuria che portò poi al suo completo abbandono, per poi essere ristrutturata da Carlo Gualtieri, nel 1832, che solo da diversi anni, ha ceduto la proprietà.
Il castello
Giungendo dal sentiero sterrato che abbiamo preso a san Quirico troviamo un parametro in pietra del XIV secolo e dal quel punto notiamo già la maestosità del palazzo e del suo arco con stemma che ci accoglie.
Varcato l’arcone ci imbattiamo nella cappella di Sant’Agata che fu edificata nel 1556, sostituendo una precedente interna al castello, dedicata alla Vergine; essa ebbe una trasformazione nel 1706.
La facciata appare modesta e presenta un campaniletto a vela; internamente vi è un soffitto quadrangolare ligneo, una pala che ragffigura Sant’Agata sopra l’altare realizzato nel XVIII secolo e le tombe della famiglia Gualtieri.
Sopra la villa, la rocca antica, chiamata Il Roccaccino, esso era occupato, antistantemente il 1700, dall’abitazione signorile, l’archivio e le prigioni; adesso è in stato d’abbandono e ricoperto di erbacce.
Villa Gualtieri
Durate il periodo rinascimentale si aggiunse all’edificio già esistente una nuova residenza dei conti Bardi; l’aspetto era quello di un palazzo, che oggi è una villa.
Di bianco aspetto e con stemma, esso possiede un antico pozzo; interessanti le sue sale interne, come le cucine, una sala con grande camino, nonche il grande salone rosa ricco di affreschi, pendoni di stoffa.
Ancora oggi si può accedere alle prigioni.
Il borgo
il borgo non presenta abitazioni di interesse; qui si trova un antico tabernacolino a muro ed il lavatoio.
Visite
Nella rocca è possibile accedere ogni giorno dell’anno, ma per poter visitare la villa e la cappella occorre prenotarsi (una volta all’anno).
La visita è a giugno – luglio e viene pubblicizzata su varie radio e sul sito del comune di Vernio
Le foto del reportage:
Foto 1 – la rocca vista da Cafaggio a Sasseta;
Foto 2 – la rocca dallo stradello;
Foto 3 – la porta d’accesso;
Foto 4/5/6 – parte del cassero;
Foto 7 – il Roccaccino;
Foto 8 – Villa Gualtieri;
Foto 9 – cappella di Sant’agata;
Foto 10 – abitazione del borgo.
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lunedì 1 settembre 2014

ANPI, insieme per ricordare

Mostra estremamente interessante con proiezioni e dibattiti è in svolgimento a Prato in Via Ricasoli nel palazzo della provincia.
Documenti che ricordano nel 70° anniversario della liberazione di Prato, quello che la città dovette subire per ottenere la sua libertà.
Infatti in questi giorni si ricordano i caduti della guerra, in special modo il massacro di Figline, frazione pratese nella valle del Bardena; qui infatti vi è anche il Museo della Resistenza.
Una mostra molto interessante ove vi sono anche fotografie inedite, come i carri armati in Piazza Mercatale e in Piazza della Stazione, nonchè documenti provenienti sia dal territorio pratese che da città vicine, video e oggetti usati in quel periodo.
Un programma ricco di eventi come la presentazione del libro “Fatti e personaggi della Resistenza di Prato (2 settembre ore 21,30), oppure la proiezione del film documentario “Di voce in voce vive la memoria – io c’ero”, realizzata dall’ANPI (3 settembre ore 21,30); chiude il 4 settembre alle ore 21,30 il convegno 70 anni di pace a Prato – Dalla liberazione ad oggi”.
La mostra terminerà il 5 settembre.
Le foto del reportage:
Foto 1 – Piazza Mercatale coi carri armati;
Foto 2 – perseguitati politici antifascisti;
Foto 3 – la chiesa di San Bartolomeo dopo il bombardamento (dal video);
Foto 4 – truppe alleate per una via della provincia;
Foto 5 – una ciminiera con un grosso buco al centro dopo bombardamento;
Foto 6 – banchetto di documenti;
Foto 7 – immagini di copertina del video;
Foto 8 e Foto 9 – immagini dei bombardamenti a Prato;
Foto 10 – pannello che racconta il martirio di Poggio alla Malva (Carmignano)
 
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